AI, moralità e Big Tech: qualcuno ascolterà davvero il Papa? / AI, morality, and Big Tech: Will anyone actually listen to the Pope? [ITA/ENG]

Ciao a tutti amici e amiche di Italy e di Steemit.
Avete sentito le riflessioni di Papa Leone XIV su intelligenza artificiale, Big Tech e finanza?
Ne parla nella sua prima enciclica Magnifica Humanitas.
Il messaggio è chiaro: tecnologia e finanza dovrebbero recuperare una certa “moralità”.
Devo essere sincera… la prima immagine che mi è venuta in mente è stata abbastanza comica: i CEO delle più grandi aziende tecnologiche seduti attorno a un tavolo che promettono al Papa di pensare al bene comune altro che corsa al profitto e competizione globale!😄
Purtroppo la vedo difficile.
Oggi aziende come Google, Meta, Microsoft e OpenAI stanno combattendo una vera corsa globale sull’intelligenza artificiale.
Parliamo di investimenti enormi, controllo dei dati, infrastrutture, potere economico e vantaggio geopolitico.
In questo scenario è difficile immaginare che un richiamo etico, da solo, possa cambiare davvero le cose.
Però sappiamo benissimo che il problema esiste.
Sempre più decisioni vengono affidate ad algoritmi controllati da pochissime aziende.
Il potere concentrato nelle mani di pochi soggetti.
Motivo per cui ha ancora più senso continuare a spingere per lo sviluppo di sistemi decentralizzati come Bitcoin e il mondo blockchain.
Chiaramente non sono perfetti.
Però al momento rappresentano un tentativo di distribuire potere e controllo invece di accentrarlo.
Penso che questo richiamo del Papà non scalfirà minimamente le intenzioni e gli obiettivi delle Big Tech.
Ma è importante che questi temi entrino sempre più nel dibattito pubblico: perché prima o poi qualcosa cambierà.
E probabilmente nei prossimi anni parleremo sempre più di tecnologia, ma anche - se gli algoritmi non ci avranno anestetizzati del tutto - di libertà, controllo e indipendenza digitale.
Sono troppo ottimista?
Grazie per aver letto il mio post.

Hi everyone, friends from Italy and Steemit!
Have you heard about Pope Leo XIV’s reflections on artificial intelligence, Big Tech, and finance?
He addresses them in his first encyclical, Magnifica Humanitas.
The message is clear: technology and finance should regain a certain sense of “morality.”
To be honest… the first image that came to my mind was quite funny: the CEOs of the biggest tech companies sitting around a table promising the Pope they’ll focus on the common good instead of chasing profits and global competition! 😄
Unfortunately, I find that hard to believe.
Today, companies like Google, Meta, Microsoft, and OpenAI are engaged in a true global race in artificial intelligence.
We’re talking about massive investments, data control, infrastructure, economic power, and geopolitical advantage.
In this scenario, it’s difficult to imagine that an ethical appeal alone could truly change things.
However, we all know the problem exists.
More and more decisions are being handed over to algorithms controlled by just a few companies.
Power is increasingly concentrated in the hands of a few players.
That’s why it makes even more sense to continue pushing for the development of decentralized systems like Bitcoin and the blockchain world.
Of course, they are not perfect.
But for now, they represent an attempt to distribute power and control rather than concentrate it.
I don’t think this Pope’s call will significantly shake Big Tech’s intentions or goals.
But it is important that these topics enter public debate more and more: sooner or later, something will shift.
And in the coming years, we will probably talk more and more about technology, but also - if algorithms haven’t fully anesthetized us - about freedom, control, and digital independence.
Am I being too optimistic?
Thanks for reading my post.
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Ho paura di si (risposta alla domanda se sei troppo ottimista🤣). Le regolamentazioni selvagge dei governi sulla falsariga di Bruxelles (o peggio: di Bolivia e compari, che fanno delle cripotomonete carta straccia) potrebbero prima o poi rendere completamente inutili le cripto (fatto salvo il bypassare le banche all'insegna di quanto espone il mio amico che vive in Albania, ma da realista cruda forse più di lui, non ce le vedo le popolazioni farsi furbe fino a tal punto e oltre al furbe, pure coraggiose perchè lui non esclude azioni repressive e violenti di certi governi come possibilmente qua e là in zone dell'est europeo più disagiate). Per non parlare comunque del fatto che l'autonomia nella gestione delle cripto (fuori CEX) comporta i suoi bravi rischi e pericoli, come l'hacking in cui era incorso un mio collega di noise.cash sull'apparentemente inespugnabile metamask. Il mio povero collega, non disponendo di ethereum aggiuntivi con cui pompare il suo accont metamask, non ha purtroppo potuto spostare nemmeno un centesimo in seguito al primo furto di cui fu vittima per hacking. E qui basta un nonnulla. Un aggiornamento di Atomic Wallet che presentava gap e falle è stato responsabile della fuoriuscita di dati che sono costati furti a quattro o cinque cifre ai malcapitati proprietari delle cripto in questione. E tanto, in un non-custodial wallet. Ovviamente gli sviluppatori di Atomic se n'erano lavati le mani (e d'altra parte, trattandosi sia pure di tecnici che avranno studiato a botta di lacrime e sangue e non di miliardari proprietari di multinazionali, come responsabilizzarsi per tali cifre?). Insomma, l'autonomia e indipendenza non è gratis. In questo mondo nulla è perfetto e per questo motivo un altro collega di noise.cash affermava di preferire la tranquillità di CEX custodial rinomate. Se subiscono hacking, queste ultime sono in grado di intraprendere azioni legali e risarcire i clienti. Atomic Wallet e compagnia no. Finchè esisterà l'hacking, niente è sicuro. Temo non esista alcun sistema di sicurezza che non può finire bucato, specie se dall'altra parte c'è un utente poco smanettone che magari non ha mai fatto uso di Linux. Vogliamo poi mettere un nostro caro collega proprio di qui, che alcuni anni fa era stato hacherato per una cifra in cripto che superava i 50 mila dollari? Al nostro povero amico avevano proprio fumato la pensione. E l'elenco è lungo...
Finchè esisterà l'hacking, niente è sicuro . Allora mi sa che siamo nei guai. A meno che... impariamo a fare gli hacker così possiamo difendere i nostri wallet da eventuali attacchi. 😅
Nemmeno finisco di scrivere il commento di cui sopra🤣 ed ecco che l'inespugnabile hive-engine (di proprietà del cugggino) ha subito breaching sui bridge ethereum, solana, BNB e polygon. Morale della favola: non soltanto queste cripto non si possono nè depositare nè prelevare fino a nuovo ordine, ma come risultato della messa in sicurezza non s'è potuto finora prelevare neppure il becco di un quattrino di qualsiasi altra cripto non colpita dal grattacapo. Ovviamente non è una critica agli sviluppatori di engine, che anzi bisogna riconoscerne il lodevole sforzo di messa in sicurezza. Semmai non ho potuto frenare l'ilarità perchè il breaching sembra giusto arrivato come il cacio sui maccheroni🤣🤣🤣🤣. Ora, se engine non fosse un semi-DEFI (garantendo dunque l'intervento tempestivo e provvidenziale degli sviluppatori), ma del tutto sottoposto alla responsabilità del singolo utente, addio denari, com'era avvenuto ai malcapitati utenti di Atomic Wallet quando un update l'aveva sia pure temporaneamente trasformato in un colabrodo. C'è stata gente che ha perso cifre per quattro o cinque zeri (a dispetto del fatto che ritenevo Atomic tra i più sicurissimi wallet, ma se per questo avrebbe dovuto esserlo ancor più metamask, però non lo fu...).
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