80 anni fa il primo campionato (falsato) del dopoguerra - 80 years ago, the first (rigged) post-war championship [MULTILANGUAGE]

in Italy9 months ago (edited)

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Il Torino Calcio, campione d'Italia. Immagine di pubblico dominio

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POLEMICHE E SCANDALI DI CUI NESSUNO SI RICORDA

Se pensate che gli scandali riguardanti la Serie A rappresentino un'"invenzione" relativamente moderna, questo articolo forse potrà indurvi a cambiare idea. Già 80 anni fa infatti, nel primo campionato italiano disputato dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, alcuni fatti oscuri si rivelarono decisivi per l'assegnazione del titolo, sebbene ormai da tempo se ne sia persa la memoria storica.

Il contesto degli avvenimenti è quello di un'Italia ancora sconvolta dalle devastazioni del conflitto, occupata militarmente dagli americani. Dopo l'inevitabile sospensione, con l'ultimo torneo portato a termine nel giugno del 1943, la FIGC decise che anche il campionato di calcio poteva finalmente ripartire.

Tuttavia, i combattimenti avvenuti nel 1944 sulla Linea Gotica avevano praticamente distrutto quasi tutte le vie di comunicazione tra il Nord della Penisola e il resto dell'Italia e pensare di ripartire dalle stesse protagoniste che avevano terminato il torneo precedente alla guerra (e soprattutto con la medesima formula) risultò impossibile.

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Il Livorno, secondo nel campionato 1942-43 alle spalle del Torino. Immagine di pubblico dominio

La Federazione fu così costretta a dividere il torneo in due gironi distinti, organizzati dalla Lega Nazionale Alta-Italia e dalla Lega Nazionale Centro-Sud, richiamando a partecipare anche formazioni che nell'ultimo torneo valido erano retrocesse in Serie B.

La formula del campionato prevedeva partite di andata e ritorno, al termine delle quali le otto migliori squadre (quattro provenienti dal Nord ed altrettante dal Centro-Sud) si sarebbero scontrate in un altro girone all'italiana, con la vincitrice dichiarata Campione d'Italia.

I due gironi tuttavia risultarono molto squilibrati, con tutte le grandi realtà del panorama italiano inserite nel raggruppamento settentrionale. La qualificazione al secondo turno venne conquistata come da pronostico da Torino, Inter, Juventus e Milan, anche se i rossoneri dovettero disputare ben due spareggi promozione contro il Brescia (vincendo l'ultimo ai supplementari) per avanzare nel torneo.

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Il centravanti del Milan, Ettore Puricelli. Immagine di pubblico dominio

Il gruppo meridionale, che poteva contare soltanto su undici squadre, venne regolato a sorpresa da Napoli e Bari, che terminarono il torneo a pari punti in testa alla classifica. Ad accompagnarle al turno successivo toccò a Roma e Pro Livorno, brillante compagine in grado di strappare l'ultimo biglietto utile dalle mani di realtà più quotate, come Lazio e Fiorentina.

Il torneo meridionale terminò a dicembre, mentre quello che comprendeva le squadre del Nord si trascinò fino ad aprile. Tuttavia, sebbene le formazioni settentrionali furono impegnate circa quattro mesi in più, la differenza di tasso tecnico si rivelò talmente ampia da riservare solo a loro la lotta per il titolo.

Dopo due settimane di pausa, il 28 aprile si fischiò il calcio di inizio del torneo decisivo per l'assegnazione al titolo, con scontri incrociati e risultati a dir poco roboanti: l'Inter liquidò la Pro Livorno per 6-2, la Juventus ebbe la meglio 6-1 sul Bari, il Torino dilagò 0-7 a Roma, ma la sorpresa giunse da Napoli, dove i partenopei riuscirono a battere il Milan per 1-0.

Tuttavia i veri valori emersero rapidamente e già al termine del girone d'andata le quattro squadre del Nord occuparono le prime posizioni. La lotta al titolo sembrò inizialmente però riservata solo alle due compagini torinesi, Torino e Juventus, e all'Inter.

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Il Napoli stagione 1945-46. Immagine di pubblico dominio

I granata guidavano la classifica con due punti di vantaggio sulle inseguitrici, ma alla nona giornata la sconfitta rimediata sul campo del Milan e la conseguente vittoria della Juventus sull'Inter portò i bianconeri ad appaiare i cugini al vertice della graduatoria.

Le formazioni sabaude vinsero entrambe le due successive partite, arrivando a pari punti a quota diciotto alla terzultima giornata e con l'Inter distanziata di sei lunghezze (all'epoca si assegnavano due punti per ogni vittoria) il discorso per il successo finale si limitò ad una corsa a due.

Il 14 luglio la Signora svolse al meglio il proprio compito, battendo 3-1 il Milan, ma l'incrocio tra Torino e Milano si rivelò fatale ancora una volta ai granata, sconfitti 6-2 sul campo dell'Inter. Alla penultima giornata era in programma il derby, da disputare in un Filadelfia gremitissimo e al Toro bastò un goal di Gabetto nel primo tempo per raggiungere nuovamente i cugini in vetta alla classifica.

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Una porzione originale dello Stadio Filadelfia, conservata fino ai giorni nostri. Pmk58, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Si arrivò così a novanta minuti dal termine del campionato con un probabile spareggio per il titolo all'orizzonte. Il Torino riuscì a travolgere un oltremodo arrendevole Livorno addirittura per 9-1 e le orecchie dei tifosi granata si spostarono sulle radioline e sui destini della rivale cittadina, impegnata a Napoli.

Sebbene nessuna cronaca ufficiale dell'epoca lo confermi, alcuni siti web riportano come i giorni precedenti alla sfida, i responsabili del Napoli, società in grave crisi economica, avessero contattato la dirigenza bianconera nel tentativo di vendere la partita, e come, di fronte al rifiuto bianconero, avessero deciso di "vendicarsi", promettendo battaglia.

E così fu, dato che nel piccolo Stadio della Liberazione di Napoli, più che una partita andò in scena una sorta di guerra civile. Il pubblico sugli spalti non si limitò al tifo, ma cercò di invadere il campo e di assaltare i calciatori della Juventus più volte, tra urla e minacce costanti.

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Lo stadio della Liberazione di Napoli, See page for author, Public domain, via Wikimedia Commons

All'esterno si registrarono scontri tra tifosi del Napoli e i Carabinieri e lo stesso arbitro, condizionato dal clima rovente, non se la sentì di sanzionare adeguatamente il gioco violento dei partenopei, permettendo pesanti falli ed intimidazioni che falsarono la partita.

Alla fine il tabellino fece registrare il punteggio di 1-1, cosa che permise ai granata di festeggiare il loro terzo scudetto. Insomma, un finale in stile "Perugia 2000", che esattamente come accadrà 54 anni più tardi, rimane destinato a non provocare alcun rumore o indignazione, se non quella di un "povero" steemian appassionato di sport "pulito".

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