Calciopoli 2, ma questa volta non è una farsa (e per questo finirà con un nulla di fatto)

in Italy11 hours ago

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Immagine creata con Leonardo.ai

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Ero tentato di iniziare citando tutti i "l'avevo detto" con i quali su queste colonne avevo anticipato in qualche modo la notizia del giorno, ma fare autocelebrazione è uno sport che non mi è mai riuscito tanto bene e che lascio volentieri ai fuoriclasse della "disciplina".

Per di più, non si tratta certo di un'impresa. Bastava possedere un cervello non ancora conservato nella naftalina e gli occhi non velati da spesse fette di prosciutto o accecati dal tifo per accorgersi come dal 2006 in poi le cose nel nostro calcio abbiano smesso di funzionare nella maniera corretta per iniziare ad intraprendere una deriva sempre più evidente.

Ma qual è questa notizia del giorno? Ce l'ha rivelata una dichiarazione ufficiale del PM Maurizio Ascione, che sta curando l'indagine presso la Procura di Milano: "L'Inter chiedeva al designatore arbitrale, Gianluca Rocchi, che le loro gare venissero dirette esclusivamente da arbitri "graditi". E a venire subito in mente, ad esempio, è il caso di Daniele Orsato, il miglior fischietto italiano che "casualmente" non ha arbitrato i nerazzurri per quasi tre anni.

In un mondo normale non ci sarebbe bisogno di andare oltre. Il procuratore generale della FIGC, Peppino Chiné, avrebbe già a disposizione carte sufficienti per giudicare e per accusare l'Inter di frode sportiva, condannarla alla retrocessione e privarla del titolo quasi certo di quest'anno (e forse anche di quelli precedenti), proprio come avvenne per la Juventus nel 2006.

Stesse dinamiche, stessi capi d'accusa, ma una profonda differenza: nel 2006 non emerse prova di alcun risultato alterato e si venne a scoprire che la società bianconera, nonostante avesse pagato il prezzo più alto, non era né l'unica a volere influenzare i designatori, né quella che tenne i comportamenti più aggressivi e sconvenienti.

Questa volta invece siamo di fronte ad evidenze piuttosto nette di episodi arbitrali a senso unico (su tutti la gomitata di Bastoni non sanzionata in Inter-Verona o il recente episodio Bastoni-Kalulu) e di clamorosi favoreggiamenti avvenuti fuori dal campo, come la mancata squalifica di Acerbi per razzismo o la inedita "grazia" concessa a Lukaku in Coppa Italia, mentre giocava nell'Inter.

Da quanto emerso sembra che in sala VAR esistesse un codice di comunicazione con il quale i supervisori inducevano gli arbitri di fronte al monitor ad intervenire o a lasciar correre, a seconda della squadra interessata dal provvedimento. E di situazione quanto meno strane se ne potrebbero citare a decine, a favore dell'Inter e contro le dirette concorrenti.

Stupiti? Io per nulla, anche perché permettetemi di rinfrescarvi la memoria su quanto accaduto negli ultimi vent'anni...

  • Ci hanno detto che Moggi ha creato un sistema, ma a telefonare e chiedere favori espliciti agli arbitri era l'interista Facchetti.

  • Il presidente federale chiedeva esplicitamente di non favorire la Juventus, specialmente nella partita contro l'Inter, ma a lamentarsi erano sempre gli interisti.

  • Ci si è battuti affinché le squadre avessero i conti in ordine, ma l'Inter si è iscritta al campionato con patrimonio netto negativo, lettere di patronaggio false e un presidente ricercato per bancarotta.

  • Si sono organizzate campagne contro il razzismo, ma per i giocatori dell'Inter non si trovano le prove.

  • E' stato squalificato un presidente di una squadra di calcio per 12 mesi, nonostante avesse correttamente denunciato i ricatti subiti dalla malavita organizzata, ma non si è fatto nulla contro quello dell'Inter che non solo non ha denunciato ma nemmeno si è mai opposto ai loro affari.

  • Si sono condannate le plusvalenze, ma se le faceva il DG dell'Inter veniva definito "il mago delle plusvalenze".

  • Si sono squalificati giocatori che hanno bestemmiato in campo, ma per il capitano dell'Inter non si è mai trovata la prova audio.

  • Sono stati vietati gli sponsor relativi al gioco d'azzardo, ma all'Inter è bastato fare riferimento ad una pagina web priva di contenuti per aggirare la legge.

  • Sono stati contestati appunti scritti a penna definendoli falso in bilancio, ma non è stata mossa alcuna obiezione al bilancio dell'Inter che ha inserito al suo interno proventi mai ricevuti.

E ora, dulcis in fundo, anche gli arbitri, la prova regina a carico di una società che per la sua sopravvivenza ha distrutto il calcio italiano. Non illudiamoci, non pagheranno nemmeno questa volta, tanto che i giornali, a differenza del 2006, hanno già iniziato a gettare acqua sul fuoco. Nessun "cosa rischia l'Inter?", nessun "sentimento popolare", nessuna sentenza annunciata, ma solo tanto garantismo.

I toni sono decisamente diversi e sebbene l'Inter sia l'unica società esplicitamente citata dal PM che cura l'inchiesta come parte attiva della frode, il suo nome è pressoché assente dalle cronache dei giornali, che cercano di ricondurre il tutto ad una bega interna tra arbitri.

Questo non è più sport, ma una grottesca imitazione del diritto feudale. Da Moratti in poi la rivalità è diventata odio, la competizione frode, lo sport esclusivamente affari, da raggiungere costi quel che costi. Signori, io mi arrendo, avete vinto, tenetevi il vostro calcio.

Questa farsa, d'ora in avanti, se la guardino loro, che magari un giorno arriveranno a cambiare il regolamento per giocare senza avversari, a vincere 100 a 0 ogni partita e a festeggiare i loro trionfi insieme ai compari d'affari, definendoli "i più belli di sempre".

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