🌙 “Oltre il dito, verso la luna”
C’era una notte limpida, il cielo era scuro e profondo e la luna brillava alta, piena, quasi a farsi toccare. Un discepolo si avvicinò al suo maestro e gli chiese, con quella urgenza sincera che hanno solo i cercatori veri: «Maestro, parlami dell’illuminazione. Dimmi cos’è, mostrami come raggiungerla.»
Il maestro, senza dire una parola, sollevò lentamente il braccio e indicò la luna con il dito. Il discepolo fissò attentamente quella mano tesa, scrutò il dito, cercò di capire cosa volesse dire, quasi sperando di cogliere un segreto nascosto lì, nella piega di un’unghia o nella tensione di un muscolo.
Il maestro alla fine sorrise con un velo di compassione e disse: «Sciocco, il mio dito serve solo a indicare la luna, ma tu continui a guardare il dito. Così facendo, perdi proprio ciò che ti volevo mostrare.»
Così è con tutti gli insegnamenti, con i libri, le parole e persino con i maestri stessi: sono soltanto dita puntate verso qualcosa che non si può spiegare. Se ci soffermiamo sul mezzo, dimentichiamo la meta. La luna, silenziosa, resta lì a brillare, indifferente alle nostre distrazioni, aspettando solo che alziamo finalmente lo sguardo.
"Testo creato con l'assistenza di un'intelligenza artificiale (ChatGPT), rivisto e adattato dall'autore."


